Stand di rappresentanza della Provincia di Rimini. La realizzazione dell’opera è stata possibile grazie alla volontà dell’Assessorato all’Ambiente e Politiche di Sviluppo Sostenibile della Provincia di Rimini, che voleva dare un messaggio forte in un contesto come quello di Ecomondo.
La risposta mia e del mio collega Arch. Filippo Bartolini è stata immediata: realizzare una struttura con tutti materiali di scarto della società, in parte provenienti dalla fiera stessa, fonte di grandi quantità di rifiuti. Con questo lavoro non abbiamo certo trovato la risposta risolutiva al problema complesso dei rifiuti, ma sobriamente donato loro un secondo ciclo di vita.
Individuati i materiali di cui la nostra società fa un uso rapace (cartone, legno, bottiglie di plastica), abbiamo inventato per loro una nuova chance. Il progetto che abbiamo proposto ci ha impegnati a lungo e senza sosta. Si è svolto in tre tappe:
1-raccolta paziente e cernita dei materiali: un rituale di civiltà, in ossequio ai principi dello sviluppo ecosostenibile;
2-rifunzionalizzazione degli stessi: l’idea progettuale non può cristallizzarsi alla partenza e a tavolino, perché si adatta alla tipologia dei materiali, alle loro inesauribili potenzialità, alle nuove suggestioni che sprigionano;
3-composizione/costruzione: quando si lavora con materiali di scarto non esistono regole costruttive ben definite; questo da un lato costringe a ritornare più volte sui propri passi, dall’altro lascia ampio respiro all’improvvisazione.
Materiali utilizzati:
600 bottiglie in PET
3000 quotidiani
2500 kg di carone
200 rotoli di cartone di varie misure
150m quadrati di legno mdf (riciclate all’interno della fiera stessa)
viti (riciclate all’interno della fiera stessa)









